I BOX SONO SOTTERRANEI ?
OSCURA E INCERTA E’ ANCHE LA PROPRIETA’.
Riceviamo da numerosi consumatori di Milano che hanno acquistato un box nella zona 4 (Via Bellosio e Via Dalmazia) un accorato appello a che il loro investimento non debba subire un rischio.
Come si può dar loro torto?
Infatti l’ente che gestisce la costruzione dei box (una Cooperativa) chiede ora agli acquirenti il saldo del prezzo (ma i box non sono ancora ultimati, e i lavori sono stati più volte sospesi ed interrotti)
Di fare il rogito però non se ne parla nemmeno.
Infatti pare che il Comune di Milano debba prima verificare le opere di giardinaggio e di piantumazione.
Solo successivamente il Comune potrà dare il suo benestare per la concessione della proprietà dei box agli acquirenti.
Una prassi dunque assai singolare.
Normalmente l’acquirente che paga il prezzo ha diritto di ricevere subito la proprietà del bene acquistato.
IN QUESTO CASO NON E’ COSI’.
I dubbi sono quindi legittimi…..
E se l’acquirente avesse bisogno di disinvestire il suo capitale, e quindi volesse rivendere al più presto il suo box?
Evidentemente non potrebbe fare nulla, inchiodato da una clausola burocratica che non gli permette di diventare il legittimo proprietario se non dopo lunghi mesi di attesa (si parla addirittura di 16 mesi e oltre)
E se per le cause più disparate, il Comune contestasse la conformità delle opere svolte dalla Cooperativa, negando così il benestare?
O peggio ancora il Comune aprisse un contenzioso amministrativo nei confronti della Cooperativa?
Altro che 16 mesi! il rogito potrebbe essere slittato A TEMPO INDETERMINATO!
Senza contare l’ipotesi estrema del fallimento della Cooperativa con tutte le conseguenze del caso, in merito ai diritti degli acquirenti.
Per finire, infine, c’è l’ICI.
Se il comune ne richiedesse il pagamento a partire dalla effettiva proprietà ( leggi data del rogito ) non avremmo obiezioni.
Ma viceversa pretende il pagamento dell’imposta dalla data della consegna delle chiavi, così che, al limite, potremmo arrivare all’assurdo che il consumatore debba pagare un’imposta su un immobile che non sarà mai suo.
Dopo il danno dunque la beffa.
Il nostro Movimento intende dunque proporre soluzioni diverse da quelle fin qui adottate, perchè queste non garantiscono a sufficienza il consumatore.
INNANZITUTTO IL ROGITO DEVE AVVENIRE SUBITO DOPO IL PAGAMENTO DEL SALDO, O COMUNQUE IN TEMPI RAPIDI.
IN SECONDO LUOGO DEV’ESSERE COSTITUITO UN CONTO CORRENTE BANCARIO INTESTATO ALLA COOPERATIVA MA VINCOLATO.
In pratica MOVECONS propone che l’acquirente versi il saldo del prezzo di acquisto non direttamente alla Cooperativa, ma sul conto corrente vincolato.
Quindi una sorta di cauzione.
Contestualmente al versamento deve avvenire il rogito, o, nella peggiore delle ipotesi, il rogito deve comunque perfezionarsi entro 20/30 giorni.
Nel qual caso proponiamo che la Cooperativa sottoscriva un documento liberatorio, che attesti che null’altro è dovuto per l’acquisto del box e che fissi la data del rogito e il notaio incaricato.
Solo ad ultimazione dei lavori e del benestare del Comune, la Cooperativa potrà legittimamente disporre delle somme depositate dagli acquirenti.Questa cauzione rappresenta indiscutibilmente il modo migliore per « invogliare » la Cooperativa affinché i lavori per le finiture esterne si realizzino in tempi brevi.
Un circolo virtuoso dunque, dove anche l’impresa edile è “motivata” a fare bene – e fare in fretta – per mantenere una buona immagine e buoni rapporti con il Comune di Milano in vista di future gare di appalto.
Si ricorda che la Cooperativa è l’unica responsabile verso il Comune.
Ma osservando rigorosamente la procedura che Comune e Cooperativa vorrebbero fare applicare, la responsabilità sarebbe spostata di fatto sul Consumatore, che rischierebbe sulla sua pelle il possibile inadempimento della Cooperativa.
Un principio quindi assai pericoloso.
La responsabilità incombe sul Comune e sulla Cooperativa, non sul consumatore.
Infatti è il Comune che ha scelto la Cooperativa, giudicandola idonea per la realizzazione di questo progetto. Quindi se la Cooperativa non dovesse di fatto rispettare questi impegni, certo a farne le spese non può essere l’acquirente che ha confidato nella scelta e nelle decisioni prese dai nostri amministratori municipali!
Attenzione amici anche ad un altro fatto…
La Cooperativa potrebbe allora – messa alle strette dalla proposta del nostro Movimento – condizionare l’utilizzo dei box al pagamento completo del prezzo di vendita.
“Quando pagherai avrai il possesso del box!” Potrebbe dirci la Cooperativa.
Ma ciò sarebbe altrettanto pregiudizievole!
Si tenga conto che il terreno su cui sono stati costruiti i box è concesso dal Comune novant’anni!
L’inizio della concessione è iniziato a decorrere dalla data di convenzione, quindi dal marzo del 2005.
Il che significa che l’acquirente – ad oggi – se divenisse proprietario del box ne godrebbe dell’utilizzo per 87 anni.
Dunque un tempo ridotto.
E più passa il tempo, più si riduce il periodo di godimento del bene ed in ultima analisi il suo stesso valore!
Vi terremo informati sugli sviluppi.
Nel frattempo chiediamo a tutti coloro che sono coinvolti nell’acquisto di segnalarci proposte, idee o segnalazioni all’indirizzo di posta elettronica staff@movecons.it
Aderisci a MOV.E.CONS. non ti costa nulla.