Lo Stato per riconoscere al cittadino non abbiente alcune provvidenze e prestazioni sociali quali il contributo affitto, gli asili nido comunali, gli assegni universitari, la riduzione delle tariffe luce, gas, canone telefonico etc. utilizza due forme particolari di dichiarazione sostitutiva unica: ovvero l’ISE e l’ISEE.
L'ISE (Indicatore della Situazione Economica) e l'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) sono 2 indicatori della situazione economica del cittadino.
Si calcolano sommando
i redditi ed il 20% del patrimonio immobiliare (case, terreni,
ecc) e mobiliare (depositi bancari, postali, titoli di stato,
investimenti, azioni) posseduti da tutti i componenti del nucleo
familiare, compresi i conviventi, anche se non presenti nello
stato di famiglia.
L'ISEE scaturisce dal rapporto tra l'ISE e il numero dei
componenti del nucleo familiare in base ad una scala di
equivalenza stabilita dalla legge.
Orbene, anche questa volta i nostri politici, per raggiungere un fine tutto sommato giusto, ovvero l’equità sociale e fiscale, hanno utilizzato uno strumento che lascia molti dubbi sulla sua legittimità.
Si pensi che le famiglie che devono iscrivere i loro piccoli all’asilo nido - ma ora anche l’ALER per l’assegnazione degli alloggi - devono produrre il loro estratto conto bancario, a pena di esclusione dal beneficio.
Il che è francamente scandaloso, perché lede il principio alla riservatezza dei dati personali, che tanta fatica abbiamo fatto per introdurre nel nostro sistema legislativo, e che và sotto il nome di Codice della Privacy.
E’ vero che è il cittadino che conferisce volontariamente i suoi dati bancari, ma è altrettanto vero che tale consenso gli viene estorto con il ricatto di non poter partecipare alle liste di iscrizione alla scuola materna o all’assegnazione delle case popolari.
Mentre i veri ricchi spesso “figurano” con conti correnti in rosso, salvo poi avere, magari alle isole Cayman, opulenti riserve di liquidità.
Di questo passo dove andremo a finire?
Una volta abbattuto anche l’ultimo baluardo della nostra privacy - quello della riservatezza sui nostri magri risparmi in banca - tutto sarà, da ora in avanti, lecito.
Arriveranno a chiederci quanta spazzatura produciamo, o se ci permettiamo il “lusso” di andare una volta al mese al cinema o in pizzeria, quante telefonate facciamo, ed a chi.
E’ proprio il caso di dire che il Grande Fratello è sempre più una realtà.
Ci si chiede perché analoghe misure non vengano però rivolte ai nostri politici! Ma questa è un’altra storia.
Sensibilizziamo dunque l’opinione pubblica su questo tema, perché se avvenisse l’assuefazione, o peggio l’accettazione di questi concetti, correremmo il rischio di perdere la nostra vita privata, e con quella la nostra dignità!
“Alzati Pancho è giunta l’ora, solo i pavidi e i codardi non si svegliano all’aurora” (da il Don Chisciotte di Cervantes)